Vitigni coltivati in Svizzera
Con una superficie di soli 15.000 ettari, i viticoltori svizzeri propongono una notevole diversità di vini. Oltre agli ottimi classici Chasselas, Pinot Noir o Gamay, partite alla scoperta di decine di vitigni diversi, le specialità caratteristiche ed eleganti a marchio Vinatura®. A voi i Gewürztraminer, Aligoté e altri Merlot, resi ancor più straordinari dall'inventiva e dall'instancabile lavoro dei viticoltori! E non dimenticate i vari assemblaggi proposti dai professionisti, sempre pronti a fare nuovi tentativi e nuovi esperimenti!
Vitigni Bianchi / Vitigni Rossi
Aligoté
L’aligoté, probabilmente originario della Borgogna dove viene coltivato intensamente, è stato introdotto a Ginevra attorno all’anno 1909. Qui, all’estremità del lago, si contano attualmente 20 ettari di questo vitigno, mentre la sua presenza è piuttosto rara negli altri vigneti. L’aligoté matura allo stesso momento del chasselas e presenta grappoli medi, molto compatti e sensibili al marciume grigio. I vini prodotti da aligoté sono in generale piuttosto vivaci e leggermente aromatici.
Amigne
L’amigne è un vitigno autoctono del Vallese, il cui nome e l’origine risalgono probabilmente all’occupazione romana. La sua area di coltivazione è ristretta (35 ettari) e quasi esclusivamente limitata alla zona di Vétroz. L’amigne è una varietà tardiva, molto sensibile alla «acinellatura» (sviluppo ineguale degli acini che restano piccoli e senza vinaccioli), che spesso causa un grappolo piuttosto spargolo. Gli acini, di piccola taglia, sono generalmente molto zuccherati e neutri. I vini sono caratterizzati da aromi molto fini (mandarino) e da una leggera nota tannica. Si prestano bene all’invecchiamento in cantina.
Chardonnay
Il chardonnay è il vitigno che ha reso famose la Borgogna e la Champagne. Oggi viene coltivato in quasi tutti i vigneti del mondo. In Svizzera si trova nei principali cantoni viticoli (GE: 85 ha, VD: 35 ha, VS: 69 ha, Svizzera tedesca: 45 ha, TI: 35 ha). Il chardonnay è un vitigno precoce, sensibile all’oidio e al marciume grigio. I suoi grappoli, generalmente piccoli e compatti, presentano acini dal sapore leggermente aromatico. I vini prodotti con uve chardonnay sono vellutati e si riconoscono agli aromi fini e fruttati. Possono anche servire come base per l’elaborazione di spumanti.
Charmont
Il charmont è un incrocio di chasselas e chardonnay, ottenuto nel 1965 alla stazione federale di Changins. Attualmente il charmont viene poco coltivato in Svizzera (si contano meno di 5 ettari). Matura alla stesso momento del chasselas, produce meno ma più regolarmente. In buone condizioni viticole, i vini di charmont si avvicinano al Chardonnay, senza però possederne l’eleganza.
Chasselas
Le vere origini del chasselas non sono mai state identificate, ma si crede che provenga dall’Oriente. Malgrado una diminuzione delle superfici coltivate, in atto da diversi anni, il chasselas rimane il vitigno più coltivato in Svizzera (4595 ettari nel 2005, ossia il 31% della totale superficie viticola). Nel canton Vaud, il chasselas è l’indiscutibile «re» dei vitigni. Nel Vallese, i vini di chasselas si chiamano Fendant. A Neuchâtel, una parte dei vini non filtrati di chasselas vengono messi in commercio a partire dal terzo mercoledì di gennaio. È una varietà precoce, vigorosa, con dei grappoli grandi che verso la vendemmia presenta una bella colorazione dorata. Consumati giovani, questi vini sono tendenzialmente poco acidi e di facile consumo; presentano aromi caratteristici del loro terroir d’origine (fini e floreali in certi casi, minerali o fruttati in altri). I vini di chasselas accompagnano bene gli aperitivi e si sposano alla perfezione con piatti a base di formaggio (raclette, fondue) e con pesce di lago. A dipendenza del vino e dell’annata, certe bottiglie meriterebbero qualche anno di «riposo» in cantina, per poi scoprire un prodotto del tutto diverso, con aromi di cera e un bel color giallo taglieri no, che conquisterebbe ogni degustatore, anche il più esigente!
Doral
Il vitigno doral, ottenuto nel 1965 alla stazione federale di Changins, come il charmont, è frutto di un incrocio tra il chasselas e il chardonnay. Viene coltivato unicamente in Svizzera nei cantoni Vaud (5 ha) e Ticino (2.5 ha). È attualmente in corso uno studio comportamentale su una serie di terroir differenziati del canton Vaud. Il doral è un vitigno a maturità precoce (matura prima del chasselas) e dà vini leggermente aromatici e corposi adatti ad un certo invecchiamento. Da qualche anno vengono prodotti con successo anche vini dolci con il doral. Le uve sembrano adatte anche alla produzione di spumanti.
Humagne bianco
L’humagne bianco è un vecchio vitigno autoctono che viene coltivato unicamente nel Vallese su una superficie di 22 ettari. È un vitigno tardivo di seconda epoca che produce in maniera irregolare. Il grappolo è di grandezza media e gli acini hanno un sapore neutro. Grazie ad una buona acidità i vini sono generosi ma ben equilibrati con un buon potenziale d’invecchiamento. I vini d’humagne bianco vengono tradizionalmente chiamati «vino delle puerpere» per le loro virtù «ricostituenti».
Marsanne bianco o Ermitage
Il marsanne è originario della regione di Montélimar (Francia) dove viene spesso coltivato insieme alla varietà roussane. In Svizzera, questo vitigno produttivo e tardivo si trova unicamente nelle zone di miglior esposizione del Vallese (41 ettari). I vini d’ermitage sono ricchi, complessi e caratterizzati da aromi di piccoli frutti rossi, di sottobosco e di tartufo. Il marsanne viene spesso vinificato in legno e trasformato in vino secco o liquoroso, dove esprime tutto il suo potenziale.
Müller-Thurgau
Questo vitigno, spesso erroneamente chiamato riesling x sylvaner, è stato ottenuto nel 1882 all’istituto di Geisenheim in Germania, dal professore H. Müller, originario di Turgovia. Attualmente è il maggiore vitigno bianco della Svizzera tedesca (485 ettari). Il müller-thurgau è molto produttivo e sensibile al marciume. La sua maturazione è precoce (matura prima del chasselas). I suoi vini leggermente acidi e non impegnativi si riconoscono dal fine bouquet muschiato.
Muscat bianco
Il muscat bianco, probabilmente originario del Vicino Oriente, si è fortemente sviluppato nel bacino del Mediterraneo. In Svizzera si trova soprattutto nel Vallese, dove viene coltivato su una superficie viticola di 42 ettari ma anche a Ginevra. La sua maturazione è tardiva ed eterogenea sullo stesso grappolo. Il muscat bianco produce vini con una forte intensità aromatica, caratterizzati da note muschiate.
Païen
Questo vitigno è anche conosciuto come savagnin blanc nel Jura francese o come heida nell’alto Vallese. Il païen fa parte della famiglia dei Gewürztraminer, di cui però non ne possiede il carattere aromatico. In Svizzera viene coltivato essenzialmente nel Vallese e in particolare nei vigneti di Visperterminen a 1100 m di altitudine. In queste zone dalle condizioni climatiche particolari, i viticoltori possono contare su un «fattore divino»: il foehn. Questo vento caldo che soffia dall’Italia porta il païen a piena maturazione. I vini di païen sono grassi, complessi, robusti e marcati da note di frutta esotica. In pianura il païen matura tra chasselas e petite arvine (seconda epoca) e produce piccoli grappoli compatti composti da acini giallastri e leggermente aromatici. Da non confondere con il salvagnin, che è il nome dato nel canton Vaud all’assemblaggio di pinot nero e gamay.
Petite Arvine
In Svizzera, questo vitigno originario della regione di Martigny viene coltivato unicamente nel Vallese (115 ha) dove assume un ruolo da protagonista. Poiché molto esigente dal punto di vista climatico (terza epoca), è coltivato sulle migliori esposizioni della riva destra del Rodano. I vini secchi di petite arvine sono vini di grande classe, agli aromi fini di pompelmo, di glicine, di rabarbaro e di miele, dotati di una leggera nota salata, una caratteristica del vitigno. I vini provenienti da vendemmie tardive sono armoniosi e robusti. Per poterli apprezzare al massimo andrebbero conservati per alcuni anni in cantina.
Pinot Bianco
Il pinot bianco è una vecchia mutazione bianca della famiglia dei pinot. È stato piantato in tutte le zone viticole svizzere (VD: 14.5 ha, GE: 41 ha, Svizzera tedesca: 17.3 ha, VS: 24 ha, 3 laghi: 2.5 ha), ma vi è la tendenza a sostituirlo con varietà più tradizionali come la petite arvine nel Vallese. Il pinot bianco, come gli altri vitigni appartenenti alla stessa famiglia, è molto sensibile al marciume grigio. A maturazione terminata presenta piccoli grappoli compatti con acini verdastri dal sapore neutro. I vini sono vivaci e marcati da sottili aromi di limone o di frutti bianchi. Il pinot bianco è anche utilizzato in assemblaggio per l’elaborazione di vini spumanti.
Pinot Grigio
Il pinot grigio è un’altra mutazione del pinot nero della Borgogna. Questo vitigno viene largamente coltivato nei vigneti settentrionali europei (in Alsazia, Germania, Austria e Italia del Nord). In Svizzera lo si trova su tutto il territorio (Svizzera tedesca: 43 ha, 3 laghi: 33 ha, GE: 20 ha, VD: 28 ha, VS: 64 ha e TI: 2.5 ha). A causa della sottilissima pellicina degli acini, il pinot grigio è piuttosto sensibile al marciume ed è allo stesso momento molto adatto all’appassimento. Sono infatti diversi i produttori che hanno inserito nel loro assortimento un vino dolce prodotto con le uve di pinot grigio (chiamato Malvoisie nel Vallese). Un vino dolce che si ottiene sia lasciando appassire il grappolo sul ceppo, sia tramite l’appassimento dei grappoli su graticci in ambienti deumidificati, sia per crioestrazione. Questi vini sono generalmente complessi, dotati di una bella struttura, con aromi di mela cotogna e di pesca.
Räuschling
Una volta questo vitigno era coltivato in tutta la Svizzera tedesca, ma poi è stato progressivamente abbandonato a causa delle sue forti irregolarità nella produzione. Recentemente, però, è stato riabilitato e ora viene coltivato su 22 ha, principalmente nella vallata della Limmat e nella regione del lago di Zurigo. Il räuschling è sensibile alla botrite. Produce vini dotati di una bella acidità, con aromi molto fini. Accompagna in modo privilegiato i piatti a base di pesci d’acqua dolce.
Rhin o Johannisberg
È il nome vallesano per il sylvaner. Proverrebbe dalle vigne selvatiche della zona del Danubio e viene attualmente coltivato in numerose regioni viticole del mondo. In Svizzera lo si trova principalmente nel Vallese (210 ettari) e particolarmente sul cono di deiezione di Chamoson, dove sembra avere trovato il suo terroir preferito. Il rhin è un vitigno sensibile alle malattie crittogamiche (oidio, marciume) e matura una decina di giorni dopo il chasselas. La sua resa è abbastanza regolare in quanto il rhin è poco sensibile alla colatura. I vini Johannisberg sono leggermente aromatici, fini e spesso caratterizzati da leggere note amarognole nel finale, e proprio per questo molto apprezzati per accompagnare gli asparagi.
Rèze
La rèze è un vecchio vitigno vallesano, una volta ampiamente coltivato, che è stato progressivamente abbandonato per dar spazio al chasselas, vitigno più produttivo e soprattutto più regolare. La rèze serve in particolare alla produzione del famoso «Vin des Glaciers», da affinamento ossidativi in botti di larice, della Valle D’Anniviers. Sono attualmente in corso accurate ricerche genetiche per determinare se la rèze potrebbe essere un discendente del vitigno raetica, celebre all’epoca dell’impero romano. La rèze è un vitigno tardivo e irregolare che produce piccoli grappoli compatti e dorati. La sua rusticità gli conferisce una buona resistenza alle malattie e ai parassiti comuni dei nostri vigneti. I vini sono generalmente vivaci e piuttosto neutri.
Sauvignon bianco
Le origini di questo vitigno restano incerte. Grazie ai famosi vigneti tra cui Bordeaux e Sancerre, il sauvignon bianco ha acquisito lo status di «vitigno internazionale». In Svizzera viene coltivato principalmente a Ginevra (29 ettari). Il sauvignon bianco produce piccoli grappoli molto compatti dagli aromi tipici di bosso. I vini possiedono una bella acidità e sono molti aromatici, talvolta a scapito della finezza, a dipendenza del terroir e dell’annata.